Torno a casa e mi apro verso un'altra strada.. Entro nella via.. Vedo persone in lontananza.. Vedo Te che volgi un ultimo sguardo e te ne vai sparendo nel nulla.. Per un soffio sottilissimo non sono riuscita nemmeno a dirti ciao, che poi, io non ti dico mai 'ciao': con te prediligo la Salutatio Pro Nomine.. Ma che importa.. Nemmeno mi hai vista..
Comunque.. Sono felice perché ho ritrovato sul telefonino gli appunti che ho scritto l'altra sera.. A volte mi vengono delle cose in testa e le memorizzo lì per paura di perdere quel momento, quel pensiero.. Erano questi: "Destinazione e Destino: stessa radice in italiano, stesso campo semantico, ma non in latino (Destinatio e Fatum). In italiano: Destinazione finale della vita = morte, ergo, Destino = morte." Non so se rendo l'idea: più condannati di così....... Si muore! :)
Pensano che stia mandando un sms.. Ma a chi poi? A quell'ora? Bah, no, sto solo appuntando i miei pensieri! Ah, beh, logico, certo..
mmm...
La cosa bella è che anche se me lo dicono, in 'quei' momenti, non m'importa.. Per esempio..
Ci sono momenti affilati e attentissimi, vista a 360° gradi, occhi veloci e strafottenti, non sento né voci né rumori né musica, vedo solo le figurine in movimento, passo lo sguardo dall’una all’altra, sembro presente forse, ma non è così, sono passivissima e non me ne potrebbe fregare di meno, seduta, le braccia incrociate, le gambe distese, piede destro sulla caviglia sinistra, il mento affondato nella sciarpa, la testa leggermente sprofondata fra le spalle, sento freddo, sono sveglissima e mi viene da ridere senza motivo. Oddio, il motivo c’è: che mi viene in mente che in questo momento ho le antenne attivissime che manco Radio Maria che prende pure sotto terra, e questo mi fa ridere, solo che non è che lo posso dire a tutti perché sicuramente è una cosa che fa ridere solo me e solo in questo momento: senza nebbia non riderei per una cazzata del genere.. Ecco perché mi piace.. Mi fa ridere e pensare e sentire e sanguinare.. E allora rido di brutto, ma non dico il perché, tanto smetto dopo 4 o 5 minuti, quando mi viene in mente quell’affinità semantica ma non strettamente etimologica fra ‘destinazione' e ‘destino’, e l’appunto sul telefono. Un congegno che si spegne da sé. Torno attentissima. La spada laser lanciata dalle pupille, drittissima, affilatissima, seziona ogni figura in coriandoli coloratissimi che come si disuniscono cadono a terra in bianco e nero, ossia grigio.....
...Resto sola con un pavimento fatto di polvere e cenere. Non mi piace per nulla. Si sta fissando tutto. Agisco. La scelta del cd per la preparazione è fondamentale, non la sottovaluto mai. Penso ai miei cd. Digipack non va bene, peccato per Vitalogy e No code, sarebbe stato bello. Ten lo rispetto troppo, l’ho usato solo una volta, il giorno della mia laurea, per festeggiare... festeggiare cosa poi, mah.. Anche In utero e anche l’Unplugged degli Alice, per quanto sembra che abbiano subito un bombardamento, usatissimi.. Va bè. La scelta in genere ricade sui Down, Nola.. Se un po’ di Phil Anselmo entra nella mia nebbia, signori e signore, voglio dire.. mmm.. Audioslave. Doors. Devin Townsend. Ma ora non sono nella mia camera.. Non ho i miei cd a disposizione.. Chiedo il permesso al mio amico, poco loquace ma tanto saggio, di poter usare Fear of the dark, sarebbe bellissimo farla con Fear of the dark.. Ma lui mi fulmina e dice: ‘Non ti azzardare..’ Per lui gli Iron sono l’undicesimo comandamento in pratica, ho chiesto troppo. ‘Ma finalmente abituarti a farle senza appoggio no?’..è che io le faccio così da sempre, Diocristo, lo trovo romantico e poi l’anima della musica entra un po’ nella cartina, sapete? 'Oh, mi dai il cd o la fai tu?’ Mi guarda strano, annuisce, sorride e mi passa Uno dei Marlene. Ok, la faccio io quindi. Poso il cd sul tavolo e mentre lecco una Chesterfield Blu penso: Porca Eva, spero solo che non entri nella nebbia l’anima di ‘Sapore di miele’ perché sarebbe oltremodo imbarazzante.. Cerco di non pensarci e mentre preparo canticchio ‘..E non ho mani da lasciarmi accarezzare il cuore immune da difese che non servono.. Per quel che mi riguarda sei un continente obliato, per quel che ho visto in fondo mi è piaciuto..’ Ma non è in questo cd. No. Qua c'è Sapore di miele..
Cavolo, credo di aver usato il presente storico per tutto il tempo, manco stessi scrivendo il De Bello Gallico.. Se è fastidioso a chi legge, me ne dispiaccio, ma non tantissimo, altrimenti rileggerei il tutto, ma non esiste che io lo faccia ora.. Rallegratevi: avrei potuto usare la terza persona, ma non ho lo stesso potere di Cesare, che si vedeva dal di fuori: io mi guardo sempre troppo da dentro, ma chissà che bello per una volta guardarsi faccia a faccia con se stessi e non dire più 'io', ma 'lei'..
Beh, era solo per raccontare una serata qualunque, tipo quella di oggi.. Ora sono le 03:02 e finalmente mi spengo.. E mi viene in mente.. Questo.....
.... Sogni di Luna, Notte.. Sogni di notte, Luna..
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Una Prefazione, per Una Sana Prosecuzione. La nebbia Del Mio Reale Mi Ha Posseduta senza Ch'Io potessi Scegliere, Il Suo Colore ha Filamenti Di Trasparenza Morale, Il suo Profumo è Di Rivalsa. Mi Concedo ad un Colore Solo, Esso ne Rappresenta la Speranza , L'Illusione, l'Unica Che Deglutisco Piacevolmente.
RispondiEliminaLe Mie Necessità Non Collimano Con Le Tue, Il desiderio d'appartenermi Volge sguardo in Lidi opposti; La Ragionevolezza, l'Unico Oppio provvisto di Password, Unica Mia Concessione, Le Emozioni... Condivisione equilibrata d'Intelletto e Carne.
Bisogna Stare attenti.
Bacetto...
La mia necessità è amplificare la ragionevolezza, renderla sensoriale.. E avere il coraggio di esternarla non è cosa semplice.. Ma con l'amplificazione, sotto la nebbia, riesco a farlo.. Per il resto, mi nascondo, come se mi dovessi proteggere..
RispondiEliminaTu hai il pieno controllo di te stessa, il coraggio sempre presente, la testa alta: sono io ad ammirarti..
... magari ti aspetti che scriva qualcosa di intelligente, profondo o vagamente sensato ma... ora non mi va... lo considero un piccolo dono, non sforzarmi in alcun modo di scrivere qualcosa che non mi va... un piccolo dono per te... la finzione è mancanza di rispetto, indosso i panni del pagliaccio con le persone di cui non m'importa un fico secco ( la maggior parte dell'umanità...)...
RispondiEliminaun saluto pro nomine, nàstenka...
Niente fronzoli.. Mai..
RispondiEliminaBeccata.. :)
Grazie, Battello..
uhm.... io credo, che.. ma sì, mi assomigli, solo che io quando faccio cose del genere (le non-cose), non faccio nemmeno caso alla posizione fisica in cui sono, troppo impegnata a sostenere quella mentale,.. io le cose le annoto su uno scontrino che mi trovo in tasca e una bic che ho sempre dietro, del mio cellulare non c'è da fidarsi.. (si nasconde, giuro)
RispondiEliminapiccolo rimprovero..... prova a ripetere l'esercizio in assenza di fumo.. :)
-non avevo neanche fatto caso al presente storico-
Piccola.. Ottimo consiglio.. :)
RispondiEliminaMa sai.. Lì si trova l'equilibrio di avere il potere della propria fisicità, di averne la consapevolezza, anche quando la mente è altrove.. Ogni gesto non è più meccanico, ma consapevole.. Te lo dico perché sei sveglia e so che non lo proverai mai.. Certe cose sono catene, per quanto liberatorie, ma pur sempre catene: stanne alla larga..
Per quanto riguarda il cellulare: è più discreto, tutto qui: mi ero rotta le scatole di farmi prendere per matta ogni volta che di punto in bianco toglievo quadernetto e penna dalla borsa!
-il presente storico è un ottimo espediente per rendere vivide le cose passate.. anche se non era calcolato, è nato così!-
Bacio..
c'è dell'introspezione...dell'ironia...del caos...
RispondiEliminasano "rumore" introdotto fra le perfette frequenza di note fin troppo fasulle per far parte di noi...
è consapevoli del proprio caos che ci si impone un PROPRIO ordine...mi piace...
saluti
Uhm.. L'ordine non è proprio il mio forte..
RispondiEliminaMa ci sto lavorando.. Da un bel po'..
Arduo cammino..
Vorrei essere Guerriera come te! Magari riuscirei a costruire quello che distruggo di continuo! ...