
Dopo quello che vedete.. Torno a casa.. E scrivo.. Bum!!! Il miglio verde.. Percorro il miglio, percorro il miglio, seguo la corrente del fiume, non ho più mani per tenermi agli argini, né forza né voglia di farlo, sono solo una goccia, una goccia, una goccia.. una goccia che scorre radente al letto del fiume..
Solo un numero, un fottutissimo numero primo, un calcolo che non torna, una divisione col resto, lampadina fulminata, nodo che non stringe, scarpa slacciata, maglione bucato, bottone mancante, temperamatite senza lama, questo lo ricordo bene, una matita spuntata, penna che scrive a tratti, colore riempitivo sbavato, un chiodo che non tiene il quadro, muro portante con mattoni mancanti, finestra col vetro rotto, un cd graffiato, ‘I stay away’ a basso volume, cosa sbagliatissima, dormo su di me, in mezzo letto, il letto sotto il corpo pesa come il mondo, la spinta gravitazionale ha invertito la sua traiettoria, mi schiaccia la faccia contro l’aria della stanza, profumo, vaniglia, vaniglia, muschio bianco e vaniglia, il profumo sul mio braccio, annuso, dolce, prendo coscienza, sgrano gli occhi, spegnerò la luce e tutto inizierà a girare vorticosamente, devo cercare un punto da fissare per stare ferma, un punto di riferimento da guardare per non svanire fra gli hula hoop di saturno, per fermare questa nauseante giostra, porco mondo, ho bisogno di aggrapparmi a qualcosa, una maniglia anti-panico, una mano, un braccio, persino un ubriaco andrebbe bene, persino un’altalena, ho schifosamente bisogno di una sicurezza, solo una cacchio di sicurezza per smettere di girare, qualcuno mi prenda, qualcuno fermi tutto, lanciatemi una corda!
Anzi no, no, ‘If I can’t be my own I’d feel better dead’, faccio da sola, ecco, devo solo arrivare alla foce: arrivare alla foce, proseguire sempre dritta e diventare salata, abbandonare il letto del fiume e risalire il resto delle gocce, senza temere la pressione, piccolissima, liberarmi nella luce della superficie e galleggiare in quel luccichio.. Ecco il punto da fissare.. Lo cerco con la mente, nei ricordi..
Luce sul mare.. Sole sul mare.. Striscia di sole su campo di lino.. Febo su Nettuno.. Nettuno.. Dio dei corsi d’acqua, dio del mare.. Benevolo, conduce le iliache navi superstiti a Cartagine.. Ecco, la morsa si allenta, la giostra rallenta, s’arresta.. Mi fisso sul ricordo di quella luce accecante e sfavillante e danzante e piena di vita sulla superficie del mare in faccia al sole, seguo quel riverbero quasi triangolare fino in fondo, dalla punta, dove mi trovo, sino al lato opposto, sino alla luce piena che se non è Dio non so cosa sia.. e com’è.. com’è bella.. bella.. bella.. Divento luce salata.. Luce salata..
Bastava poco.. Vado sempre via voltando le spalle a quella luce, i capelli si ricoprono di rubini, canticchio ‘say hello to heaven..’ e torno a casa.. ed eccomi qua.. Ring Composition..
Bastava poco.. Vado sempre via voltando le spalle a quella luce, i capelli si ricoprono di rubini, canticchio ‘say hello to heaven..’ e torno a casa.. ed eccomi qua.. Ring Composition..
Quest'Emozione Forte Che Ti Pervade, T'Invade...
RispondiEliminaUn Piacere Che Fa Male...
Il Desiderio Di Chiedere per Poi Rifiutare...
Una Plastilina Di Forma Tonda Che Rimbalza PazzaMente, Leggo e Sento...
Prima O Poi Ti Fermerai...
Il Fanciullo Ti Sta Osservando, Segue Il Percorso...
Verrà Da te Non Temere...
B chiede, A rifiuta..
RispondiEliminaPlastilina impazzita che non riesce a fermarsi..
Tu leggi e senti, Leggi e senti,
io sento che senti.. E respiro il tuo sentirMi.. Mi conforta..
Ho paura del significato che il Fanciullo può avere, ho paura dei suoi occhi e del suo spirito che mi osservano, ho paura che possa trovare la strada per arrivare da me.. Non so cosa sia, o chi sia.. Eppure, per istinto, scappo..
Non so se mi troverà..
Non sono nemmeno sicura di quello che dico..
La nebbia è fitta.. Quindì è verità: paura e desiderio insieme..
Bacio, LaScatola..