Or poserai per sempre,
Stanco mio cor. Perì l'inganno estremo,
Ch'eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
In noi di cari inganni,
Non che la speme, il desiderio è spento.
Posa per sempre. Assai
Palpitasti. Non val cosa nessuna
I moti tuoi, nè di sospiri è degna
La terra. Amaro e noia,
La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.
T'acqueta omai. Dispera
L'ultima volta. Al gener nostro il fato
Non donò che il morire. Omai disprezza
Te, la natura, il brutto
Poter che, ascoso, a comun danno impera
E l'infinita vanità del tutto.
nella mia testa i pensieri saltano come pulci impazzite.. penso.. "Black" è la versione grunge di "A se stesso".. trovo delle analogie sconcertanti.. come se inesorabilmente, tutto, dovesse rotolare, per legge di natura, verso il nero e il vacuo.. la mia canzone e La Poesia per eccellenza, dicono la stessa identica cosa.. con parole completamente diverse.. solo verso la fine, nella musica filtra un raggio di luce, seppur malinconico e disperato.. leopardi invece chiude ogni spiraglio.. totale, perentorio, col ritmo insolitamente spezzato per lui, poeta dall'ampio periodo, soffoca, singhiozza, ma parla con tono fermo e cupo. quel "perì" è un colpo di grancassa, uno sparo che uccide all'istante ogni possibilità di appiglio. "e fango è il mondo" un'ascia che pende sulla testa. "l'infinita vanità del tutto" l'emblema della spossatezza, l'inutilità dell'accanimento con cui gli uomini, diventati omuncoli, vita natural durante cercano una certezza di felicità duratura proprio in quell'inganno estremo.. e tutto torna nero.. tutto l'amore andato a male, marcito e ammuffito ti si presenta come uno sputo in faccia e ti presenta il conto, ti prende con violenza girandoti le braccia dietro la schiena e t'incatena e ti inchioda all'albero della prudenza e della diffidenza i cui frutti sono sempre troppo acerbi.. "black" ora suona quasi dolce.. mentre prende forma la realtà palesata da quei singhiozzi spezzati di un dolore disumano.. mi sto facendo del male.. non voglio avere sensi nè pensieri.. spengo tutto, buio, metto un cd punk, mi congelo il sangue.. voglio scappare, scappare via, lontano.. chissà dove.. devo vagare.. ..un ponte.. una rosa da curare.. polsi che non sanguinano più.. pan di stelle.. occhi.. una musica assordante e stupenda.. un treno.. una notte piena di stelle.. pioggia.. pioggia.. più nulla.. sogno un sogno in un sogno.. rifugiandomi in quell'inganno..
spesso ho edificato ponti fra due mondi...ponti nella mia testa che univano Angiolieri a Johnny Rotten (giovani uomini incazzati), Tolkien a Turilli (la magia come mezzo e sogno), Il Manzoni a Greg Graffin (l'utle per iscopo)...non me ne vogliano nè gli uni nè gli altri...voli pindarici...
RispondiEliminasaluti
essere fuoco e ardere il mondo sentendo i pistols.. non m'intriga il genere fantasy, ma adoro "echoes of tragedy" (te l'ho mai detto?).. promessi sposi e bad religion??? uhm, l'interessante come mezzo, (ma questo servirà a me in classe!) accostando l'incazzosità impulsiva di renzo a "punk-rock song"!!! mi hai ispirato altrettanti voli!!!
RispondiEliminathanks, warrior of ice! :)
e warrior of ice è davvero fiquo :D
RispondiEliminati ho ispirata? ricambio un favore...a dopo le feste probabilmente, ciao dolce Misery
saluti
buona neve warrior.. io per ora mi godo i miei 18 gradi di temperatura, finchè il libeccio farà retro-front! alle prossime righe..
RispondiEliminaBye..
io ogni tanto vengo a rifugiarmi qui.. nessuno può arrivare a me.. nulla mi tocca.. ciao Magica tanti auguri e.. vabbè ciao
RispondiEliminaFumolo, l'ottavo nano!!! qui c'è una poltroncina col tuo nome! ..e davanti un tavolino con sopra i doni dei re magi in anticipo!!! buon natale-alternativo a te..
RispondiEliminacià cià ;)