guidavo e c'erano ancora i down e priva di presunzione mi sono autoinfamata per tutta la strada sino al fiume poi ho cambiato idea e ho iniziato ad infamare mezzo mondo poi sfinita incazzata elettrica e impaziente torno a casa con quell'andatura storta mi spoglio e mi metto all’angolo, la testa fra le mani le braccia sulla testa mani che picchiano sulla testa mani con dita nervose dove brucia l’ennesima, protetta solo da capelli e nebbia schiumosa quando raschio i pensieri con le unghie col respiro affannato e spezzato e il sentore dei conati e vado giù ancora più giù sino al fondo della fossa, mi faccio a pezzi sino a quando non cedo sangue all'aria almeno nelle mie visioni.. io non voglio tutto questo non voglio tutto questo tutto questo è uno schifo totale cazzo è un autodivorarsiscorticandosi e allora pongo violenza a ogni millimetro di pelle che sente per farla morire sotto i colpi di coltelli ghiacciati, ogni fremito ogni palpito muore, omicidio plurimo volontario e premeditato di ogni brivido, la facoltà di decidere dove e quando e come morire.. i pensieri son saette e dardi infuocati.. la colpa la colpa di vivere su un altro pianeta e in un altro tempo e non capire non capire non riuscire a capire come e perchè, ma non m'importa, la mia testa è un pezzo unico e non cambierà mai perchè io non voglio che cambi, il mausoleo antico delle mie convinzioni psicotiche forse ma pulite, ora non voglio più il ricordo del desiderio spietato come la lebbra.. stai scrivendo qua non è carta non è carta ok .. non continuo a scrivere della testa quando è lì.. ad ogni modo.. arrivo nell'angolo come lava impazzita.. me ne vado che sono ghiaccio.. fiori di ghiaccio.. quando riapro gli occhi, lì nell'angolo, e non vedo più nulla e non sento più nulla e annullo tutto il sistema nervoso, mi sento un fiore di ghiaccio..
domenica 3 gennaio 2010
Fiore di ghiaccio..
guidavo e c'erano ancora i down e priva di presunzione mi sono autoinfamata per tutta la strada sino al fiume poi ho cambiato idea e ho iniziato ad infamare mezzo mondo poi sfinita incazzata elettrica e impaziente torno a casa con quell'andatura storta mi spoglio e mi metto all’angolo, la testa fra le mani le braccia sulla testa mani che picchiano sulla testa mani con dita nervose dove brucia l’ennesima, protetta solo da capelli e nebbia schiumosa quando raschio i pensieri con le unghie col respiro affannato e spezzato e il sentore dei conati e vado giù ancora più giù sino al fondo della fossa, mi faccio a pezzi sino a quando non cedo sangue all'aria almeno nelle mie visioni.. io non voglio tutto questo non voglio tutto questo tutto questo è uno schifo totale cazzo è un autodivorarsiscorticandosi e allora pongo violenza a ogni millimetro di pelle che sente per farla morire sotto i colpi di coltelli ghiacciati, ogni fremito ogni palpito muore, omicidio plurimo volontario e premeditato di ogni brivido, la facoltà di decidere dove e quando e come morire.. i pensieri son saette e dardi infuocati.. la colpa la colpa di vivere su un altro pianeta e in un altro tempo e non capire non capire non riuscire a capire come e perchè, ma non m'importa, la mia testa è un pezzo unico e non cambierà mai perchè io non voglio che cambi, il mausoleo antico delle mie convinzioni psicotiche forse ma pulite, ora non voglio più il ricordo del desiderio spietato come la lebbra.. stai scrivendo qua non è carta non è carta ok .. non continuo a scrivere della testa quando è lì.. ad ogni modo.. arrivo nell'angolo come lava impazzita.. me ne vado che sono ghiaccio.. fiori di ghiaccio.. quando riapro gli occhi, lì nell'angolo, e non vedo più nulla e non sento più nulla e annullo tutto il sistema nervoso, mi sento un fiore di ghiaccio..
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wow
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