
ho camminato sola sotto il sole per due ore senza andare da nessuna parte, girando in tondo e andando dritta, sino a sentire male ai piedi. piccolissima sotto un gigante azzurro. tutto il tempo ascoltando i corrosion of conformity direttamente nei timpani. camminare velocemente senza fermarsi, scappare e pensare sino allo sfinimento. e continuare a farlo per tutta la sera. mi sono fermata solo ora. tutto ciò che si esalta in grandezza non mi appartiene, nè le frasi di circostanza. ogni cosa rimane identica a se stessa nel suo divenire. le mille cazzatine a cui la gente si attacca per vivere o sopravvivere: questo nemmeno mi appartiene. mi lascio cullare. a tratti, vedo le cose in maniera chiara, come una tv rotta che prende vita ogni tanto. la forza che avevo trovato, l'ho persa. rovisto ovunque per ritrovarla, ma la sento sempre più lontana. la mia apatia, è colpa mia. distruggo ogni capacità di reazione. le pupille perennemente enormi spilli. ci sono dentro, ci sono dentro fino al collo, in quella tromba d'aria che è il perdere la cognizione di sé di continuo. faccio fatica. mi stanco. io non ho più nulla. se qualcosa c'era, di bello, di buono, ora non c'è più. se c'erano sogni o buoni propositi, ora non ci sono più. un anno e mezzo di buchi nell'acqua. sono incazzata col mondo. ciò che precede è un campo minato con la terra esplosa e solo qualche tempio sacro ancora intatto. sono incazzata col tempo. tutto è tornato nero davvero e non ho voglia di annaspare cercando la luce. mi stanco. sono stanca. la sprezzante e muta indifferenza con cui guardo il mondo e gli esseri che ci vivono, ora, è di nuovo mia. rallentata, sbuffo. se la mia testa torna di qua, io la rimando di là. è come se vivessi sempre un minuto indietro rispetto al creato, il mio tempo è sempre in sospensione, poi si ferma e rimangono ricordi vaghi in mezzo a buchi di vuoto totale, non ricordo chi ho visto ieri, non ricordo cosa devo fare domani, non ricordo alcune date, dimentico nozioni per strada. la memoria si dirada a tal punto che a volte non ricordo più chi sono. sempre confusa. mi ripetono le cose mille volte. ora lo so: io, così, non ce la faccio più. non posso continuare così. e invece continuo a devastarmi, imperterrita, prendendoci gusto quasi, come petronio a cui fu inflitto il suicidio come pena e lui, stizzito e quasi divertito, continuava a tagliuzzarsi le vene e a tamponare fermando il sangue e a tagliuzzare ancora, continuando a chiacchierare con gli amici.. ho recuperato dal fondo l'astio, quando mi son buttata spezzandomi il collo. cerco di risalire a galla, ma è così faticoso, ne ho così poca voglia. e la colpa è solo mia, lo so. ho sfruttato male la possibilità di scelta. ho imboccato le strade più dissestate.. ora entro in paranoia e sono capace di uscire dalla finestra di nascosto alle tre di notte solo per recuperare ossigeno. ossigeno tossico. ho un problema. ho un grosso problema. ora lo so. ora me ne rendo conto, solo ora che mi sta sopra e nemmeno me ne vergogno, non me ne frega proprio un cazzo dei musi storti, bando ai conformismi e ai moralismi: ho un problema, constato, penso, punto. non ho la forza di cambiare e di fare qualcosa, quell'ossigeno mi priva di ogni impulso a reagire. un circolo vizioso, una giostra sempre in moto da cui non riesco a scendere. sorrido, mi faccio quasi tenerezza, mi prenderei a schiaffi e in realtà non manco di farlo. ammetto il mio peccato e cerco di perdonarmi la voglia di rifarlo anche subito.. devo andare via, andare via da qui. a volte non mi reggo in piedi. ho perso la bussola. ho perso l'orientamento. ho perso il libretto delle istruzioni. non ho mappa e le uniche cartine di cui dispongo portano sempre in posti dimenticati da dio. non ho appigli. devo sedermi. nessuna stella polare. devo fermarmi.
nessuno che curi i danni che mi sono procurata, perchè nessuno conosce quei danni. mi curerò da sola. nessuno lì sopra a lanciarmi una corda. starò ancora un po' qui in fondo seduta per terra, poi comincerò ad arrampicarmi con le unghie sulle pareti della fossa. le lame erano troppo taglienti senza nemmeno saperlo e quello che ho usato per disinfettare le ferite era acido che ne ha aperto altre, partendo da vecchie cicatrici bianchissime..
ora, qua, nel mio iperuranio.. non ho bisogno d'altro..
devo soltanto staccare la spina..
devo assolutamente staccare questa fottutissima spina..
footsteps..
l'altalena si deve fermare..
che bello tornare dopo tempo e trovar che certe cose non son cambiate...
RispondiEliminasempre un'immagine di inquieta dolcezza...amara e distante....plasti :)
saluti rinnovati by the Warrior Of Ice
La grottesca tristezza di questa pagina si è un po' diradata, col tuo passaggio..
RispondiEliminaSorrido, piano..
Grazie, Warrior..
se m'avessero detto che dovevo combatter le tue nubi,sarei balzato in sella al palafreno lancia in resta...senza neanche finire il boccale di birra...
RispondiEliminapeccato poter solo sognare di fare certe cose...epiche...
saluti
spegni tutto.. stacca tutto.. ciao magica..
RispondiEliminaapprezzo anche solo il pensiero e il sogno, warrior.. hai raccolto l'eco di quell'urlo che per me era disumano e che ancora rimbomba dentro.. quello che hai scritto rievoca certe immagini, certi sogni.. è di una bellezza sconcertante.. come una carezza su occhi troppo stanchi.. (occhietti lucidi, mannaggia a te..) le nubi da combattere sono troppo fitte.. cammino senza distinguere bene luci e ombre.. aggiungo nebbia alle nubi, semplicemente, per non vedere assolutamente nulla. questo so fare. questo l'appiglio, ancora. letteralmente. all'orizzonte nessun impavido cavaliere che venga a salvarmi! (e meno male, povero cavaliere: lo farei dannare! -se ogni tanto non faccio la cretina non sono contenta-) ..passerà, come passa tutto..
RispondiEliminaSogni di luna, Warrior..
Grazie di cuore.. :)
spengo tutto, stacco tutto..
RispondiElimina- so che sai cosa intendo.. -
leggere le tue parole perentorie, ora, prima di dormire.. come se mi stessi dando la buona notte davvero, ma nel modo più azzeccato al momento: quello che indica sul serio l'esigenza di spegnere e staccare..
lo faccio: spengo tutto, stacco tutto e mi chiudo a chiave dietro le palpebre..
'notte.. :)
(ps: e l'omino giallo e rotondo che fine ha fatto???)
e mica son cavaliere plasti...son bardo.
RispondiEliminaun poco meno abile con la spada, lo ammetto...ma assai più agile nel districarmi fra umori, sensazioni, sentimenti...
a ognuno il suo mestiere, vale tentare...
never give up, never give in, dico sempre ;)
saluti
io non ho l'agilità del bardo e nemmeno quella del cavaliere: per districarmi e uscire da quel labirinto che è il mondo di umori, sensazioni e sentimenti, o uso un filo tipo quello di arianna, oppure imparo a volare..
RispondiEliminama oggi altro che spada, warriorrr! la mia arma stamattina erano i secchi e gli stracci, è piovuto così tanto che sono esplosi i pozzetti e si è allagato tutto, nella mia via c'è un casino e il fiume minaccia di farci una visitina dentro casa. eccheculo, ci mancava solo questo!
NEVER GIVE UP, NEVER GIVE IN!
yeah! ;)
mi dispiace plasti...beh pensa che prima di natale mi son fatto ore di battaglia, pala in resta, contro la neve....
RispondiEliminaspala spala...e poi crampi :D
a ognuno la sua rottura di @@...
saluti
Allora.. l'omino c'è ma lo conosci lui sbuca dal nulla canticchiando.. è fatto così.. Però mi ha detto che ti pensa.. Io invece ti dico che sarebbe bello se ci avessero dato alla nascita una sorta di navigatore dei sentimenti.. almeno uno si evita un pò di guai.. il filo di arianna.. io ho provato con le briciole come pollicino.. un fallimento.. è così e basta. Ciao magica...
RispondiEliminaPS. nn farmi proccupare troppo l'omino giallo e tondo..
già, è così e basta.. i guai arrivano perchè non esiste un navigatore o una bussola che vadano bene.. dì all'omino giallo e tondo di non preoccuparsi, lui lo sa: le cose, quando non vanno, le facciamo andare a calci in culo! il vecchio metodo della nonna!
RispondiEliminaun abbraccio.. :)
Mi hai indicato la strada verso la tua nebbia tempo fa, e te ne ringrazio. Riesco ad arrivare solo ora. Ti conosco troppo poco per dire qualunque cosa e incasso il pugno nello stomaco che sono le tue parole. Tornerò.
RispondiEliminaCompagno! Un piacere averti qui! In effetti, da quando ti ho conosciuto (ma era maggio??? azz, quanto tempo!) tanta musica e tanta politica! Qua c'è un po' del resto di me.. Torna pure quando vuoi, la porta è aperta!
RispondiEliminacià cià! :)
Quando.... la mente e la psiche sono al contempo impegnate, confuse, intricate di problematici forse, fare, e desiderare... trovo non ci sia nulla di più piacevole che darsi al peggiore dei masochismi, quello della mente, fino al delirio... è allora, che trovo da ridere.. e ridere, assurdamente ridere di tutto questo... assurdo.
RispondiEliminail masochismo non è altro che una forma di edonismo: la ricerca del piacere attraverso il suo contrario.. altra cosa è l'atarassia.. per quella occorrono passi sempre più lunghi, squarci sempre più profondi.. e lì non si ride e non si piange: lì non si esiste.. sospesi si galleggia in una bolla d'aria ovattata..
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